mercoledì 12 ottobre 2011

Terzo Giorno a Parigi

Viaggio a Parigi


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Parigi
 
Il terzo giorno prendemmo di primo mattino la metro per giungere la fermata Citè per andare a visitare la Saint Chapelle, considerato uno dei luoghi magici di Parigi e conosciuta soprattutto per le sue vetrate istoriate. Entrammo all’interno della Cour du Mai del Palais de Justice e ci addentrammo nel cortile interno, sino ad arrivare alla biglietteria eattendemmo il turno della nostra sezione guidata. All’esterno il luogo di culto esprimeva una certa austerità, con le pietre di color ocra tendenti al nero modellata in stile gotico, mentre attorno all’edificio correva una cancellata in ferro.  L’entrata è protetta da un portico adornato da archi a sesto acuto, mentre il portale della Saint Chapelle è particolare, in quanto oltre alla sezione di archi concentrici, è adornato nel mezzo da una colonna dove è collocata la Madonna con il Bambino, mentre al di sopra corre un cornicione che la divide dalla lunetta decorata con bassorilievo.  Di colpo lo scenario cambiò, la luce del sole fu sostituita dalla luce delle stelle. 

L’ambiente mutò mentre i fari proiettavano la luce direttamente al soffitto, dove sullo sfondo blu cobalto erano dipinti centinaia di gigli dorati simili a stelle, che sembravano risplendere, i quali erano presenti anche sulle pareti e sulle colonne, ma la parte migliore doveva ancora arrivare, era in questo ambiente che il popolo poteva pregare. Entrati nella sala principale della Saint Chapelle, al piano superiore, ecco che il mistero si fa concretezza e la luce si trasforma, i colori del prisma si scindono in vari fasci luminosi e la magia prende vita davanti ai nostri occhi. Le gigantesche vetrate istoriate composte da tanti vetri di varie forme e colori rendono l’ambiente un palcoscenico, mentre i riflessi luminosi sono dati dai grandi candelabri che scendono dal soffitto e restavano appesi a mezz’aria quasi per un incantesimo, mentre sulle volte rischiara il cielo stellato.  Alle nostre spalle c’era il rosone con l’entrata composta da tre portali affrescati con foglie d’oro, un tempo da questo ingresso  entravano i regnanti, mentre di fronte a noi si trovava l’altare d’orato. Il colore predominante nella sala era il colore giallo dell’oro, che emanava riflessi e bagliori a seconda della sua colorazione e collocazione. La magia, se così si può dire, entra a pervadere questi ambienti al tramonto, quando la luce che filtra attraverso le vetrate rende vivide le azioni che sono narrate del nuovo e vecchio testamento, mentre sui pannelli sono raffigurate scene dell’Apocalisse.

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